Vellutata di asparagi
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Doppia vellutata di asparagi

Vellutata di asparagi
Vellutata di asparagi

Che poi uno pensa di aver creato un piattino innovativo e poi viene fuori che di “vellutata” si parlava già nel 1500.

Pare che la tedesca Sabina Welserin avesse scritto nel 1500 una ricetta della vellutata nel suo libro “Das Kochbuch der Sabina Welserin“.

Per curiosità potete trovare una traduzione in inglese dei manoscritti della Welserin in questa pagina

http://www.daviddfriedman.com/Medieval/Cookbooks/Sabrina_Welserin.html

(Sabina Welserin sarebbe stata, fra l’altro, un’ottima twitteriana visto che le sue ricette sono iper sintentiche).

Basta con le divagazioni. Torniamo alla vellutata di un’italiana del ventesimo secolo.

Vi propongo due versioni.

Una vellutata di asparagi con gamberi e lamelle di mandorle tostate e l’altra con un crostino con gorgonzola.

Io faccio sempre delle basi per le vellutate, di qualsiasi verdura, molto semplici, senza inserire panna o altri elementi che appesantiscono. Non utilizzo nemmeno il roux. Nel caso di verdure troppo poco dense al massimo utilizzo una patata frullata per dare consistenza.

Quindi ho semplicemente sbollentato e frullato gli asparagi, aggiustato con sale, pepe e un filo d’olio.

Nel primo caso ho scottato i gamberi, tostato le mandorle e composto il piatto prima di servire.

Nel secondo caso ho tostato dei crostini di pane mettendoci del gorgonzola.

Mi sono solo divertita con i “sali”: nel primo caso ho usato un sale rosa dell’Himalaya nel secondo un sale nero delle Hawaii

Due ricette semplici e molto rapide.

A Sabina sarebbero piaciute.

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